C/span>onfronto tra mantelle antipioggia

Per scegliere al meglio il tuo poncho antipioggia, RayonRando ti propone un confronto tra 4 poncho antipioggia di qualità, ma adatti a usi diversi:

  • Cappa antipioggia Hiker di Ferrino, poncho con bottoni a pressione e scomparto per lo zaino.
  • Cappa antipioggia Trekker Ripstop di Ferrino, con maniche lunghe, tessuto ripstop e alluminato, scomparto per lo zaino.
  • Cappa antipioggia Bern di Pro-X, con maniche lunghe e membrana impermeabile ma anche traspirante, oltre ad accessori aggiuntivi per l’uso in bicicletta.
  • Poncho Tarp ultraleggero 15 D di Sea to Summit, ultraleggero, con apertura completa e utilizzabile anche come telo.

I primi 3 modelli sono disponibili in 2 taglie. Se siete alti meno di 1,70 m, scegliete la taglia più piccola; se siete alti più di 1,75 m, scegliete quella più grande. Se siete alti tra 1,70 e 1,75 m, entrambe le taglie possono andare bene. Scegliete quello più grande se siete corpulenti e portate uno zaino voluminoso. Optate per quello piccolo se siete magri, e a maggior ragione se portate uno zaino piccolo.

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Che spettacoli! Troumouse, Estaubé, Gavarnie

Quando si pensa alle Hautes-Pyrénées, vengono subito in mente i suoi famosi circhi. Gavarnie, direte voi? Sì, ma non solo. Ce ne sono tre vicini tra loro: Troumouse, Estaubé, Gavarnie, immense pareti rocciose che si ergono al confine con la Spagna.

Andate ad ammirare questo spettacolo con tutta la famiglia. Ecco cosa vi aspetta.

Gavarnie: il magnifico luogo affollatissimo

Magnifico! Superlativo ma non esagerato, il circo di Gavarnie è davvero uno dei circhi glaciali più belli che esistano. Patrimonio dell’UNESCO, la parete rocciosa coronata da vette che superano i 3000 m forma un arco superbo. La bellezza minerale è esaltata dalla presenza dell’acqua, dal grazioso torrente che scorre in fondo alla valle e, naturalmente, dalla famosa cascata alta 422 m. Molto più alta della Torre Eiffel, quindi: la si ammira da lontano, la si assapora da vicino (perché, a seconda del vento, si viene spruzzati dagli spruzzi d’acqua).

Inoltre, la passeggiata è facile, abbastanza breve e adatta alle famiglie. Si rimane a bocca aperta senza grandi sforzi.

Affollata? Il facile accesso stradale e quanto appena descritto ne fanno una passeggiata imperdibile per chiunque si trovi nelle vicinanze. Di conseguenza, i parcheggi (a pagamento) possono riempirsi abbastanza presto in estate, e non ci si sente mai soli lungo il percorso. Tuttavia, il percorso rimane scorrevole e piacevole grazie all’ampiezza del sentiero. E le dimensioni dei parcheggi impediscono un afflusso troppo intenso.

Come fare inversione durante un'escursione

Superando la mia naturale timidezza, oggi ho deciso di affrontare un argomento tabù nell’escursionismo: tornare indietro. Sì, è successo anche a me. E non solo una volta…

Qualche inversione di marcia, qualche deviazione e qualche cambiamento di programma:

Non vi dirò tutto, ma ecco alcuni esempi in cui ho deciso di tornare indietro e cambiare percorso:

  • In Tirolo, il percorso, davvero stupendo, si snoda lungo un canalone roccioso attrezzato con cavi. Una volta arrivati in vista, ci si rende conto che in realtà si tratta di una parete di neve molto ripida che ricopre rocce e cavi. Non essendo attrezzati, abbiamo cambiato direzione.
  • Nelle Dolomiti, dobbiamo scalare e attraversare uno di quei magnifici massicci rocciosi a forma di blocco. Da lontano, si vede benissimo il bel temporale proprio bloccato dal massiccio; restiamo a valle e lo aggiriamo.
  • In Islanda è un paradiso, a parte il vento. Soffia così forte che dobbiamo ripararci dietro un pendio. Subito dopo c’è un bel sentiero di crinale. Partenza immediata? Pazienza, torniamo indietro.
  • Nei Picos de Europa, è la coscia del mio compagno che non ce la fa più. Questa volta il trekking è finito.
  • In Norvegia, sotto la pioggia e nella neve, la mia compagna, infreddolita, non riesce quasi più ad avanzare, il che ci allontana di circa 25 ore dal nostro bivacco serale. Scendiamo il più velocemente possibile verso una strada carrozzabile, dove un’auto ci salva la situazione e ci riporta sul nostro percorso. Una giornata di riposo e ripartiamo in forma su un percorso leggermente modificato.
  • In Corsica, questa volta è prima della partenza che veniamo a sapere che il Circo della Solitudine e la Breccia di Capitello sono chiusi a causa dell’eccessiva presenza di neve. Rivediamo completamente il nostro percorso iniziale.

I motivi sbagliati per non tornare indietro:

Eppure, non ho proprio voglia di tornare indietro!

Del resto, ci sono anche dei motivi sbagliati per non farlo:

  • Il mio ego: nei confronti di me stesso, degli amici o di chi mi accompagna. Che figura farei?
  • L’auto-convincimento: «Siamo troppo impegnati per mollare!». Come se il pericolo che si presenta dovesse essere relativizzato alla luce degli sforzi compiuti in precedenza e del tempo impiegato per arrivare fin qui.
  • Il rispetto del «programma»: «Ho detto che avrei fatto il GR20, non prenderò mica una variante. E poi, non avremo il tempo di fare tutto!».

 Padroneggiare l'arte dell'inversione a U (e di come evitarla):

Sì, ce la faremo! Basta lavorare su alcuni punti:

  • L’atteggiamento mentale: un percorso è solo un programma indicativo, non un obbligo inderogabile per avere successo nella vita. Non dimenticare: sei in vacanza! A volte basta accorciare la giornata per recuperare le energie e ripartire con il piede giusto. E la variante, più sicura e meno frequentata, può essere altrettanto piacevole
  • Individua il pericolo quando si profila: passaggi difficili, condizioni meteorologiche minacciose o incerte, forma fisica di uno degli escursionisti, attrezzatura non adatta alle condizioni o guasti all’attrezzatura. Una buona idea: parlare con le persone che si incontrano per sapere cosa ci aspetta.
  • Anticipare: prevedere i possibili imprevisti (oltre ai pericoli identificabili, ci sono gli imponderabili: condizioni meteorologiche, scarsa conoscenza del terreno, della propria forma fisica, dell’esperienza dei compagni). Valutare soluzioni alternative, varianti o percorsi alternativi. Un suggerimento: è utile avere una mappa cartacea, che offra una visione d’insieme del massiccio e dei possibili sentieri, piuttosto che un percorso tracciato sul GPS.

    Insomma, tornare indietro quando è necessario è forse il segreto di una vacanza riuscita. E la garanzia di poter affrontare con serenità la prossima escursione.

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