Come scegliere il proprio coltellino svizzero multifunzione?

Durante un'escursione, alcune attrezzature fanno davvero la differenza. Il coltellino svizzero è senza dubbio una di queste. Compatto, versatile e affidabile, ti accompagna sia quando devi preparare un pasto che quando devi riparare l'attrezzatura in mezzo alla natura.

Ma di fronte alla moltitudine di modelli disponibili, spesso sorge una domanda: quale coltellino svizzero scegliere per le escursioni? Tra il numero di funzioni, le dimensioni o il peso, è facile sbagliare. 

Inoltre, c’è il coltellino svizzero ufficiale del marchio Victorinox, particolarmente affidabile, e le imitazioni, che non riescono a eguagliarne la qualità di assemblaggio e degli utensili.

Ecco una guida chiara per fare la scelta giusta.

Perché scegliere un coltellino svizzero multifunzione per le escursioni?

Un coltellino svizzero non è solo un coltello. È uno strumento versatile pensato per adattarsi a diverse situazioni all’aperto.

Uno strumento davvero versatile

Durante un'escursione, può servire per:

  • tagliare una corda o una cinghia
  • preparare un pasto
  • riparare l’attrezzatura
  • aprire una lattina o una bottiglia
  • tagliare una benda o un indumento in caso di ferita

Un unico strumento permette di soddisfare una moltitudine di esigenze.

Risparmio di spazio e di peso

Anziché portare con sé diversi utensili, il coltellino svizzero riunisce l’essenziale in un formato compatto. È un vero vantaggio quando ogni grammo conta. Ciò permette inoltre di avere sempre a portata di mano l’accessorio di cui si ha bisogno.

L’affidabilità dei modelli Victorinox

È difficile parlare di coltellino svizzero senza menzionare Victorinox. Fondato in Svizzera alla fine del XIX secolo, il marchio è storicamente il fornitore dell’esercito svizzero. Si è affermata come punto di riferimento mondiale grazie alla qualità di fabbricazione dei suoi utensili, alla loro robustezza e, soprattutto, alla loro affidabilità nel tempo.

In pratica: qualunque sia il modello, avrete un prodotto durevole e molto affidabile, progettato per durare anni. Victorinox è l’unico produttore ufficiale di coltelli svizzeri. Le imitazioni non riescono a garantire un assemblaggio altrettanto affidabile e durevole e gli strumenti sono generalmente di qualità inferiore.

I criteri essenziali per scegliere il coltellino svizzero giusto

Il numero di funzioni: l’errore classico

Spesso è il primo criterio… e la trappola più comune.

  • Troppe funzioni → coltellino pesante, ingombrante, poco pratico. Riteniamo che sui coltellini sovraccarichi la presa sia meno piacevole e l’utilizzo degli strumenti più faticoso.
  • Troppo poche → vi sentirete presto limitati

-> L’obiettivo: trovare il giusto equilibrio. Noi di RayonRando riteniamo che 2 modelli siano spesso i più adatti:

Dimensioni e peso

I coltellini svizzeri sono disponibili in diversi formati:

  • 58 mm: ultracompatto, ma con funzionalità limitate. Noi di RayonRando riteniamo che la lama sia un po’ piccola per l’uso quotidiano. 
  • 91 mm: standard, il miglior compromesso. Buona impugnatura, dimensioni della lama e degli utensili sufficienti.
  • 111 mm: più robusto, ma più ingombrante. È pratico da usare a casa, ma un po’ ingombrante durante le escursioni.

-> Per l’escursionismo, noi di RayonRando consigliamo solitamente il formato da 91 mm, che offre il giusto equilibrio tra compattezza e funzionalità.

Gli attrezzi davvero utili durante le escursioni

Non serve avere 30 funzioni. Ecco quelle che contano davvero; le prime 3 ci sembrano davvero utili in escursione:

  • lama principale
  • sega per il legno: quella di Victorinox taglia davvero bene. È il complemento indispensabile alla lama.
  • forbici: sono piccole, ma anche in questo caso tagliano davvero bene. Sono utili sia per la cura personale che per piccole riparazioni sull’attrezzatura e sull’abbigliamento.
  • apriscatole / apribottiglie
  • cacciavite
  • cavatappi: non sempre utile, ma la sua assenza può causare una grave crisi...

-> Oltre allo Spartan e all’Huntsman, ecco due modelli ben equipaggiati:

Il tipo di manico: Alox o classico

  • Cellidor (plastica): leggero, ergonomico, buona presa
  • Alox (alluminio): più robusto, più sottile, aspetto di alta qualità

-> Durante le escursioni, il Cellidor rimane spesso il più comodo. La versione in alluminio è più indicata per concedersi un piccolo lusso o per fare un regalo.

Quale coltellino svizzero scegliere in base alla propria attività?

In pratica, ecco il nostro suggerimento sul coltellino svizzero più adatto a ciascuna attività.

Escursionismo occasionale

Cercate uno strumento semplice e leggero.

-> Raccomandazione RayonRando: Victorinox Spartan

Escursionismo regolare / bivacco

Avete bisogno di versatilità senza fronzoli.

-> Consiglio di RayonRando: Victorinox Huntsman. È il miglior compromesso per la maggior parte degli escursionisti. Anche il Camper o il Climber vanno bene se ritenete di non aver bisogno della sega nel primo caso, o delle forbici nel secondo.

Trekking o uso intensivo

Priorità alla robustezza e alla versatilità.

Scegliete un modello con:

  • sega 
  • forbici
  • attrezzi resistenti

-> Non esitate: è l'Huntsman.

Approccio minimalista / ultraleggero

Obiettivo: ridurre il peso al massimo.

Privilegiate:

  • modelli compatti
  • solo le funzioni essenziali

-> In questo caso, lo Spartan, l’Evowood, o anche il Camper o il Climber vanno bene.

Errori da evitare nella scelta del coltellino svizzero 

  • scegliere un modello troppo complesso
  • concentrarsi esclusivamente sul numero di funzioni
  • trascurare il peso
  • non adattare il coltellino al proprio utilizzo effettivo

-> Il coltellino migliore non è quello più completo, ma quello più adatto.

Manutenzione e durata

Un coltellino svizzero ben curato può durare anni. È un prodotto resistente e robusto che non richiede particolari precauzioni. La manutenzione è quindi semplice.

Da fare regolarmente:

  • pulizia dopo l’uso
  • asciugatura completa

Da fare occasionalmente:

  • affilatura della lama
  • lubrificazione dei meccanismi

Conclusione

Scegliere un coltellino svizzero multifunzione non è affatto complicato se si parte dalle proprie esigenze.

Noi di RayonRando vi consigliamo di privilegiare la semplicità piuttosto che l’esaustività

In sintesi:

  • per un uso occasionale, il coltello Spartan è sufficiente.
  • Per un uso regolare, il coltello Huntsman offre l’essenziale.

Non consigliamo i modelli con troppe funzioni: essendo spessi, la presa non è necessariamente pratica e si può avere difficoltà a trovare lo strumento giusto. Infine, i modelli lunghi (111 mm) sono da riservare piuttosto all’uso in giardino o in officina, mentre i modelli standard (91 mm) sono perfetti per le escursioni.

Nella maggior parte dei casi, il Victorinox Huntsman rimane la scelta più equilibrata.

Come si legge una mappa IGN?

Siete stanchi di seguire un percorso già tracciato?

Volete acquisire maggiore autonomia, adattare i vostri percorsi o esplorare nuovi territori?

Saper leggere una mappa IGN è una competenza essenziale nell’escursionismo. Permette di comprendere il terreno, anticipare le difficoltà e orientarsi efficacemente, anche senza GPS.

Maxime di Rayonrando vi spiega come leggere una mappa IGN, ovvero:

  • Comprendere l’utilità dei simboli e delle legende.
  • Saper individuare la propria posizione e orientarsi.

Attrezzatura per l’orientamento

Bussola e altimetro? Non sono sempre indispensabili, ma spesso utili per l’orientamento in montagna:

Proponiamo una gamma di attrezzature essenziali per l’orientamento quando si utilizza una mappa IGN durante le escursioni: bussole compatte con lente d’ingrandimento, vari porta-mappe impermeabili (formati S, M, Big) per proteggere e consultare facilmente le mappe cartacee. Questi strumenti aiutano a orientarsi e completano l’attrezzatura da trekking.

Quale mappa IGN scegliere?

Rayonrando consiglia le carte topografiche TOP25 in scala 1:25 000, dove 1 cm corrisponde a 250 m. Si tratta della scala più piccola, quindi la più precisa, completa e di facile lettura. Le carte di base IGN della serie blu offrono informazioni geografiche dettagliate, indispensabili per l’escursionismo.

Le altre carte (1:50.000 o più) sono utili a casa per preparare un’escursione con una visione d’insieme.

Spesso la scelta ricade tra la versione cartacea, da proteggere dalle intemperie in una custodia per mappe, e quella plastificata. La versione cartacea è adatta per un’escursione occasionale in montagna; si rovina nelle pieghe ma rimane facile da maneggiare. Per un uso ripetuto, la custodia per mappe Scout Map Case in PVC trasparente offre una buona protezione: leggera (71 g), impermeabile, con cordino da trasporto. La versione plastificata ufficiale dell’IGN, più costosa, resiste bene all’umidità e agli strappi.

Imparare a leggere la legenda: comprendere i simboli della mappa IGN

I diversi simboli e le legende consentono di:

  • Orientarsi visivamente.
  • Identificare le difficoltà e i pericoli di alcuni tratti.

1 - Riconoscere i tipi di sentieri per anticipare eventuali difficoltà.

In questo esempio, recandovi dalle Maisonnettes al dolmen vicino alle Frasses, percorrerete la maggior parte dei tipi di vie:

  • I percorsi carrabili in bianco; con 2 linee nere continue si tratta di una strada asfaltata, con linee tratteggiate si tratta di un sentiero carrabile non asfaltato, quindi a volte di difficile accesso per i veicoli troppo bassi.
  • I sentieri e i percorsi pedonali in nero; con una linea nera continua si tratta di un sentiero in linea di massima ben visibile sul terreno perché sufficientemente battuto; ma con la linea tratteggiata attenzione: è un sentiero che può essere ricoperto dalla vegetazione, al punto da scomparire completamente. Secondo punto di attenzione: nulla indica che il sentiero sia segnalato da Les Maisonnettes a Montcudey.
  • I percorsi segnalati in rosso. La linea può essere:
  • Spesso per indicare un GR (Grande Randonnée) o un GRP (Grande Randonnée de Pays); più sottile per indicare, ad esempio, un PR (Petite Randonnée).
  • Continuo per indicare un itinerario principale, sempre su sentiero, vietta o strada. Discontinuo per indicare una variante che potrebbe prevedere tratti fuori sentiero.

Da notare che alcuni sentieri possono essere segnalati senza apparire in rosso sulla mappa (ad esempio i sentieri comunali).

-> Attenzione a non confondere le linee tratteggiate con i punti e quelle con i trattini: segnalano un passaggio delicato da evitare, ad esempio per persone con difficoltà di deambulazione o soggette a vertigini.

Identificando i sentieri potenzialmente non segnalati e mal tracciati, è possibile prevedere eventuali difficoltà e un tempo di percorrenza che potrebbe risultare più lungo rispetto a quello sui sentieri ben tracciati.

 

2 - Le curve di livello per prevedere difficoltà e tempi di percorrenza

Su una mappa in scala 1:25 000, ecco come leggere una curva di livello:

  • 2 linee sono distanziate di 10 m di dislivello.
  • Ogni 50 m di dislivello, la linea è tracciata con un tratto più spesso.
  • Il numero indicato sulla linea ne indica l’altitudine.
  • La direzione in cui sono scritti questi numeri indica anche la direzione della pendenza: la parte inferiore della cifra = parte inferiore della pendenza.

È inoltre possibile determinare se la pendenza sarà ripida o piuttosto dolce, il che permette di prevedere la difficoltà e il tempo di percorrenza: linee distanziate = pendenze lievi, linee ravvicinate = pendenza forte o addirittura passaggio complicato se le curve di livello sono molto ravvicinate.

Queste curve di livello consentono inoltre di individuare:

  • una cima o una depressione. Ogni linea arancione che forma un cerchio indica una cima, tranne quando una freccia punta verso il suo centro, come illustrato di seguito. In questo caso si tratta di una depressione. Piccolo consiglio: se sulla mappa si osserva una vetta con l’altitudine indicata, significa che si tratta della vetta più alta nei dintorni. Questo può aiutare a orientarsi se la zona presenta molte piccole vette.
  • Una zona pianeggiante che può essere adatta per un bivacco.

  

3 - Rifugi e ripari: per prepararsi al bivacco e alle intemperie

Sono rappresentati da una «casa» che non sarà disegnata allo stesso modo a seconda dei casi.

Nel nostro esempio, si tratta di un riparo, quindi in linea di principio sempre aperto, per ripararsi in caso di temporale, ad esempio. Nel caso di un rifugio custodito o non custodito, potrebbe essere chiuso fuori stagione. In inverno, è necessario verificare che disponga di una sala invernale aperta.

  

4 - La vegetazione

La vegetazione sarà indicata in verde:

  • disegni verdi su sfondo bianco = vegetazione bassa o molto rada.
  • disegni verdi su sfondo verde = foreste

È possibile orientarsi sulla mappa osservando i contorni delle zone di vegetazione e, talvolta, distinguendo una zona di conifere da una di latifoglie.

In questo esempio, trovandovi nel punto A, dovreste vedere solo latifoglie intorno a voi. Al contrario del punto B, dove invece non ce ne saranno.

5- I corsi d’acqua e le sorgenti, utili per orientarsi, indispensabili per fare rifornimento.

Ma bisogna essere sicuri di ciò che si troverà:

  • Una linea blu continua = acqua presente tutto l’anno tranne in caso di grave siccità
  • Una linea blu tratteggiata = acqua presente temporaneamente a seconda del periodo dell’anno

In generale, si può stimare che in maggio-giugno l’acqua sia più abbondante, alimentata dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai e non ancora prosciugata dal caldo. A partire da luglio, i corsi d’acqua «trattati a puntini» possono essere a secco e lo sono molto spesso a settembre.

Ma la situazione varia di anno in anno a seconda delle condizioni meteorologiche: ricordatevi di informarvi.

Saper leggere la mappa e orientarsi sul terreno

 

1 - Il primo principio è semplice: confrontare ciò che vedo con ciò che leggo.

Ma è comunque necessario orientare correttamente la mappa:

  • Se sapete esattamente dove vi trovate, tenete la mappa nella direzione di marcia, e non nella direzione di lettura delle indicazioni.

All’inizio può sembrare controintuitivo, ma riuscirete più facilmente a identificare gli elementi intorno a voi con quelli indicati sulla mappa. Dovrete quindi ruotare regolarmente la mappa man mano che avanzate.

  • Se avete dei dubbi, orientate la mappa con l’aiuto della bussola in modo da individuare i giusti punti di riferimento visivi (cima, margine del bosco, edificio). L’altimetro può essere utile se non riuscite a localizzare bene il sentiero sulla mappa.

 

2 - Il secondo principio è che in ogni momento dovete sapere dove vi trovate, e nel modo più preciso possibile.

Ecco alcuni consigli per evitare di perdersi:

  • Non siate pigri: controllate regolarmente la vostra posizione.
    È preferibile dare una rapida occhiata alla mappa ogni 5 minuti per confermare la propria posizione. Guardarla quando si ha un dubbio è già un po’ troppo tardi, soprattutto in zone «complesse», con sentieri non segnalati come qui ad esempio, quando si va dal punto A al punto B (numerosi sentieri e incroci nel bosco).

    Nelle zone «complesse», tenete il dito sulla vostra posizione sulla mappa

  • Se avete un dubbio, è preferibile tornare indietro fino a un punto conosciuto piuttosto che perdersi completamente. Prendere una «scorciatoia» quando non si è sulla strada giusta è allettante ma rischioso.

 

Un piccolo esempio con questo estratto:

Sto facendo un picnic alla Croix du Châtelard e vorrei ripartire in direzione del Pont de la Cluze.

Ecco cosa posso leggere sulla mappa e che confermerò man mano che avanzo sul terreno:

  • Prenderò una strada, non un piccolo sentiero.
  • La mia strada tenderà rapidamente a scendere.
  • Mi avvicinerò progressivamente alle linee ad alta tensione (linee nere con punti e frecce)
  • Il mio sentiero segnalato riprende da una curva a gomito ben indicata.
  • Questo sentiero segnalato si dirige verso una zona boschiva e un ponte.

In conclusione:

Saper leggere una mappa non basta:

  • ricordatevi di studiare il percorso sulla mappa prima di partire, in modo da individuare eventuali difficoltà.
  • Sul campo, orientatevi regolarmente per confermare la vostra posizione, prima ancora di avere un dubbio.

In poche parole: anticipate le mosse! Questa disciplina è il modo migliore per fare escursioni senza perdersi.

Infine, assicuratevi di avere tutto il necessario per ritrovare la strada o contattare i soccorsi in caso di smarrimento prolungato (GPS, cellulare carico, fischietto…).

Rayonrando vi augura bellissime escursioni, segnalate o meno!

Cappotto impermeabile o giacca impermeabile?

È meglio scegliere un mantello antipioggia o una giacca antipioggia per le vostre escursioni? È il classico dilemma: ogni soluzione presenta i propri vantaggi a seconda delle condizioni.

Il nostro team RayonRando adatta l’attrezzatura a ogni uscita: 

  • Il mantello antipioggia, a cui aggiungiamo una giacca antivento leggera per proteggerci dal vento (e dal freddo) quando non piove. Ma non porto con me né pantaloni da pioggia da escursione, poiché il mantello scende sotto il ginocchio, né la copertura per lo zaino, che è già protetto dal mantello.
  • La giacca antipioggia, che funge da giacca antivento quando non piove, ma comporta sistematicamente il dover portare con sé i pantaloni da trekking antipioggia e la relativa copertura antipioggia.

Come vedete, la scelta non è netta. Dipende da cosa ho intenzione di fare.

Vedremo i 5 parametri che consentono di privilegiare l’uno o l’altro.

Infine, vedremo più nello specifico come vestirsi quando piove in bicicletta, con in più gli accessori che contribuiscono a una buona protezione dalla pioggia in bicicletta.

Giacca antipioggia Millet
Cappa antipioggia

Protezione impermeabile dalla pioggia: prestazioni reali sul campo

Il poncho antipioggia offre impermeabilità, mantenendovi ben all’asciutto fino alle ginocchia. Anche se la parte inferiore delle gambe rimane esposta, la maggior parte del corpo rimane perfettamente protetta. Poiché non si tratta di un tessuto traspirante, il suo taglio ampio consente una ventilazione naturale molto apprezzabile. 

Attenzione però: un mantello con maniche provoca una maggiore sudorazione, mentre un poncho senza maniche lascia gli avambracci esposti alle intemperie. La giacca da trekking, invece, integra spesso una membrana che è al tempo stesso impermeabile e traspirante.

La giacca antipioggia gestisce meglio l’umidità corporea e offre possibilità di ventilazione regolabili. Tuttavia, l’impermeabilità ha sempre i suoi limiti e l’acqua potrebbe penetrare se si rimane esposti abbastanza a lungo e sotto una pioggia forte. 

Questo problema di infiltrazione riguarda anche i pantaloni antipioggia.

Resistenza al vento e al freddo: un criterio determinante nella scelta del poncho o della giacca antipioggia

In caso di raffiche di vento, la combinazione giacca + pantaloni è più vantaggiosa rispetto al poncho. Spesso sono i dettagli a fare la differenza per un’escursione riuscita:

  • In caso di pioggia battente e freddo, preferiamo la giacca antipioggia abbinata a un paio di pantaloni per garantire un isolamento termico ottimale e una buona ventilazione.
  • Nelle regioni molto ventose come l’Islanda, la giacca antipioggia da escursione e i pantaloni diventano indispensabili.
  • In condizioni climatiche più miti, riteniamo che il mantello antipioggia sia più pratico

Praticità: rapidità d’uso e libertà di movimento

Indossare e togliere rapidamente l’abbigliamento antipioggia

Quando inizia a piovere durante un'escursione, ogni secondo è fondamentale per indossare l’abbigliamento antipioggia e rimanere all’asciutto. 

Troviamo che il poncho antipioggia sia più pratico perché è un unico pezzo da indossare. Da notare che in due è più semplice; mentre da soli con uno zaino voluminoso, ci vuole un po’ di pratica.

Se il vostro poncho antipioggia si apre completamente, c’è un trucco per indossarlo da soli su uno zaino capiente in modo sicuro e senza problemi:

  • Stendete completamente il poncho a terra
  • Appoggiateci sopra lo zaino
  • Afferrate il tutto e infilatelo sulle spalle

Per la giacca antipioggia, invece, sono necessari tre passaggi distinti per indossarla correttamente e proteggersi: (giacca impermeabile + pantaloni impermeabili + copri-zaino). Le versioni con pantaloni staccabili tramite cerniera facilitano l'operazione. Quelle con cerniera a un quarto costringono a togliersi le scarpe; si perde così tempo prezioso sotto la pioggia.

Muoversi liberamente durante l’escursione a seconda del terreno

Nei passaggi tecnici (pareti, scale, zone con cavi), la giacca da escursione aderente offre una libertà di movimento ottimale, anche in caso di vento forte. La sua ergonomia è superiore a quella del mantello antipioggia.

Due differenze principali le contraddistinguono:

  • La giacca impermeabile versatile consente di regolare la temperatura senza doverla togliere (grazie alle cerniere di ventilazione)
  • Il poncho, più ampio e meno delicato, funge anche da telo da terra per fare un picnic o posare lo zaino.

Peso totale: confronto realistico tra poncho e giacca impermeabile

In definitiva, la differenza di peso rimane moderata:

  • Poncho da pioggia di qualità + giacca antivento leggera = 550-700 g
  • Giacca antipioggia leggera + pantaloni antipioggia leggeri con zip integrale + copertura antipioggia per lo zaino = 700-750 g

Se si punta al minimo peso, il poncho da pioggia mantiene un vantaggio. Alcuni poncho ultraleggeri scendono sotto i 300 g (escursionismo leggero), ma a scapito della resistenza al vento e della durata dell’impermeabile.

Protezione dalla pioggia in bicicletta: esigenze specifiche

Pedalare sotto la pioggia presenta sfide maggiori rispetto alla camminata: la velocità, la posizione del corpo e la durata dell’esposizione creano condizioni di forte umidità e talvolta di freddo. Ecco alcune soluzioni per attenuare queste difficoltà.

Impatto della velocità sull’impermeabilità del poncho e della giacca

In bicicletta, la pioggia colpisce il tessuto con maggiore forza rispetto a quando si cammina, aumentando il rischio di infiltrazioni d’acqua. Modelli come la giacca Conrad da uomo e la sua versione femminile Vroni offrono un’eccellente protezione impermeabile pur rimanendo perfettamente traspiranti.

A partire dai 20 km/h, la resistenza al vento diventa una vera sfida: un poncho antipioggia classico, a differenza di una giacca antipioggia, si trasforma allora in una vera e propria vela. Ma i mantelli antipioggia come il modello Bern di Pro-x sono stati progettati proprio per questo uso, grazie alle cinghie che consentono di fissarli facilmente in diversi punti.

Libertà di movimento 

Poiché il ciclismo richiede una grande libertà di movimento, la comodità a livello delle gambe è un criterio importante.

Indossare contemporaneamente pantaloni e giacca antipioggia può risultare scomodo. Con un poncho, invece, avrete la parte inferiore delle gambe bagnata ma una maggiore libertà di movimento.

La posizione seduta

Da seduti, con le braccia tese: 

  • Con un poncho, si formano delle pieghe tra le braccia che favoriscono l’accumulo di sacche d’acqua che devono essere svuotate di tanto in tanto.
  • Con una giacca antipioggia, questa posizione seduta espone la parte bassa della schiena alla pioggia. Esistono giacche tecniche antipioggia come l’Escape Bike Light Jacket o la Conrad che proteggono senza dare fastidio, con una parte posteriore abbastanza lunga (ripiegabile o meno tramite bottoni a pressione).  

Proteggere efficacemente mani e piedi

Le mani, particolarmente esposte all’umidità e al freddo, devono essere protette pur mantenendo una buona destrezza. I guanti impermeabili con membrana traspirante mantengono le dita al caldo consentendo al contempo di azionare bene i freni. Alcuni mantelli, come il modello Bern, sono dotati di muffole impermeabili che si estendono dalle maniche. Una soluzione pensata appositamente per i ciclisti.

Spesso con scarpe basse, il ciclista ha i piedi più esposti rispetto all’escursionista a piedi. Per i piedi, spesso bagnati dagli schizzi, i calzini impermeabili o le ghette specifiche per la bicicletta offrono una protezione semplice ed efficace contro l’umidità.

Conclusione

Noi di RayonRando scegliamo meticolosamente la nostra attrezzatura affinché sia adeguata alle condizioni meteorologiche reali. 

Il mantello antipioggia è la nostra opzione preferita per la sua praticità, mentre un completo con giacca impermeabile e pantaloni antipioggia risulta essenziale in presenza di vento, temperature basse o durante escursioni tecniche in montagna.

Durante le uscite in bicicletta sotto la pioggia, prestiamo particolare attenzione a proteggere le mani e i piedi per rimanere perfettamente asciutti. La scelta tra mantella e giacca dipende principalmente dal tipo di bicicletta, dalla vostra postura e dall'intensità delle precipitazioni previste.

Iscriviti alla RayonRandoZine:

Articoli chiari e concisi:

  • Consigli pratici
  • Testimonianze
  • Tecnica
  • Guide e destinazioni
  • Letteratura sull'escursionismo e sui grandi itinerari...

Abbonatevi!

Riceverete gratuitamente 1 rivista al mese per 12 mesi.

Nessuna pubblicità. Nessuna e-mail commerciale.

Ci interessa la vostra opinione:

Se avete 3 minuti, diteci cosa ne pensate di questo numero. Ci aiuterà a migliorare i prossimi: Dico la mia

Confronto prodotti
Confronta ora